Verso Sarajevo

I post su Sarajevo sono dedicati ad un cicloviandante incontrato qualche sera fa e che sta meditando una fuga primaverile in questa bellissima città. Sarajevo è una delle città dove andrei a vivere qualche mese. I tre giorni trascorsi non mi sono bastati, così come questi articolini non potranno trasmettere quanta vita e atmosfere abbiamo trovato nella piccola capitale bosniaca. Una città che merita le sette ore di bus che abbiamo fatto, senza colazione né caffè, per raggiungerla.

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Verso Sarajevo..vista in viaggio

Il paesaggio attraversato per giungere alle sue porte, a bordo di un bus preso al volo a Spalato, mi ha fatto capire che in bici ci sarebbe voluta una settimana di lentezza. Il problema è che in bici ci sarebbero volute anche esperienza e conoscenza, oltre che gambe esperte; quindi le due ruote le abbiamo lasciate nei bagni di un negozio vicino alla stazione. Forse oggi ci proverei…ma allora ero piccola e pavida!

L’avventura è iniziata un po’ruvida: al deposito bagagli della stazione, nonostante le promesse della sera prima, la mattina della partenza ci hanno detto “NO BICICLO!” e chiuso letteralmente la tendina dello sportello in faccia!

Fortunatamente, mentre io supplicavo l’autista del bus di non partire senza di noi e lui mi rispondeva acido ripetendomi l’orario di partenza, il mio compagno di viaggio è riuscito a trovare questo negoziante gentile che ci ha offerto un angolino! Alla faccia dell’autista (fisionomia che ricordo nei minimi dettagli..snort!), con somma soddisfazione abbiamo fatto in tempo!

Nemmeno a dirlo, il mio autista preferito decide di spennarci qualche eurino per trasportare il bagaglio! A nulla sono valse le mie proteste: il bagaglio non è compreso nel prezzo del biglietto ed è vietatissimo tenerlo sotto il sedile…potevo sempre scendere. La giornata sembrava partire col piede sbagliato: tra l’autista acidone e la tiger del deposito bagagli ero già sfinita!

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Baščaršija- Sarajevo

Sarajevo però mi ha fatto dimenticare ogni disavventura di percorso e si è rivelata una delle città più aperte e dense che abbiamo visitato. Arrivare è stato intenso, l’occhio non poteva non cadere sui tanti palazzi segnati dalla guerra, ma la città non è affatto un museo di ricordi sanguinosi. Certo, si impara tanto sulla storia recente che è presente ogni strada e non può essere ignorata. Si impara tanto altro però, soprattutto quanta energia hanno le persone e quanta voglia di bellezza e semplicità ha lasciato la storia appena trascorsa.

Sarajevo è tanto presente. Il presente di giovani che hanno vitalità ed entusiasmo, e li riversano nelle piazze, nei festival, nell’arte e nella vita quotidiana.

 

 

 

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3 thoughts on “Verso Sarajevo

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