Creta: come arrivare…traghetto mon amour

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Hania

Come potete immaginare parliamo di un posto che se volete potrete raggiungere in aereo. In bassa stagione le compagnie low cost vi tireranno nella schiena i biglietti per Iraklion e nulla vieta che decidiate di approfittare dell’occasione. Questo è consigliabile se non avete troppo tempo a disposizione e non vi portate un carico pesante come una bicicletta e tutto il necessario per vivere in due saccocce da attaccarci al portapacchi.
Se invece, come il mio compagno di viaggio e me, vi siete presi tempo e volete essere autonomi negli spostamenti escludete l’aereo e optate per il traghetto: l’avventura è assicurata! Un motivo, quello essenziale, è l’aspetto romantico del lento, lentissimo, avvicinamento via mare, che vi costerà tra i due e i cinque giorni.
Un altro è il costo del trasporto biciclette in aereo, che prevede, oltre al biglietto per il viaggiatore e quello della bicicletta, il bagaglio in stiva e l’acquisto obbligatorio di una sacca per il vostro biciclo. Certo, la sacca rimane per il viaggio successivo, come suggeriva il mio compagno d’avventura, ma lo stress e la responsabilità di montare e smontare la bici, se non siete esperti io ho preferito evitarla. C’è da dire che il traghetto è il mio mezzo di trasporto preferito e non mi pesa passarci dodici ore ciondolando sul ponte con un libro e la settimana enigmistica!
Ulteriore motivo a favore è la possibilità di lasciare aperta la data di rientro, conservando lo sconto sul ritorno se prenotato insieme al biglietto di partenza. Dovrete solo rientrare entro un anno, avete tempo per organizzare il percorso, decidere di allungare le vacanze, rientrare quando siete al verde o di scappare alle prime difficoltà!

Bici in stazione!

Bici in stazione!

Il percorso è semplice ma si deve fare attenzione agli orari e non programmare improbabili coincidenze. Dall’Italia avete partenze da Trieste, Venezia, Ancona e Bari per Patrasso. Noi siamo partiti da Ancona nel pomeriggio, prendendoci tutto il tempo per raggiungere il porto, mettendo la bici sul treno e cambiando la prima camera d’aria dopo qualche km di pedalata verso la stazione!
La bicicletta viaggia al costo di 3 euro sui treni regionali, nelle Marche è gratis. Fortuna vuole che anche in traghetto la bici sia trasportata gratis, la lascerete nel garage, legata dove vi indicheranno e la ritroverete sana e salva!

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pasto del viaggiatore

In un viaggio avevamo scelto Minoan, per il secondo abbiamo scelto Anek e devo dire che entrambi i viaggi sono stati perfetti! Durante il viaggio le compagnie vi offriranno i loro confort…ma vi consiglio di portarvi scorte di cibo da casa. Godetevi l’ultima scatoletta di tonno, sull’isola costa più del pesce fresco!

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Letto!

Noi avevamo il posto ponte, dunque la situazione è la seguente: dovete stare sul ponte soprattutto se il traghetto è affollato. In un periodo di poca affluenza però nessuno mi ha cacciata dal morbido pavimento vellutato della sala poltrone, dove avevo steso il sacco a pelo. Stando sul ponte, comunque, si gode di uno spazio riparato, senza correnti d’aria che non mi ha fatto patire il freddo nemmeno in una piovosa notte di ottobre!Quindi, se volete risparmiare ed è estate, il posto ponte è la miglior scelta! Inoltre inizierete a conoscere i vostri vicini di panca o pavimento, potrete fare una doccia, chiacchierare fino a tarda notte e se è ancora tempo usare la piccola piscina.

Giunti a Patrasso (o meglio Patra, ormai siamo in Grecia!) dovrete raggiungere Atene per prendere un secondo traghetto per Creta. Vi si pongono quindi due possibilità: arrivare ad Atene in autobus al costo di 20 euro circa a persona + 5 per ogni bici, oppure iniziare a pedalare. Se scegliete il bus sappiate che la stazione autobus è vicino al vecchio porto, e voi sbarcherete al nuovo; quindi camminate o pedalate per un paio di km in direzione del centro (all’uscita del porto prendete a sinistra), arrivati al porto vecchio è vicinissimo ma domandate. Da Atene al Pireo, dov’è il porto, basterà prendere la metro e imbarcarvi in direzione Iraklion o Chania. Calcolate bene i tempi, o pensate ad una notte ateniese, approfittandone il giorno successivo per visitare un po’ la città prima della partenza dopo il tramonto.

Per chi vuole scegliere di fare la pedalata Patra-Pireo, ci aggiorniamo al prossimo post.

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Paris mon amour

cicliviandantiMi sono lasciata affascinare dall’inverno, dal grigio e dalla stanzialità…quindi ho deciso di aprire la sezione sulla città in cui vivo in questo periodo: Parigi.

Insieme scopriremo un po’ di alternative ai percorsi della metropolitana, qualche percorso simpatico da fare a piedi e come sopravvivere se si decide davvero di affrontare la “ville lumière” in bicicletta!

Ormai ho camminato in tutti i quartieri, sono andata a correre sul canale dell’Ourq finendo fuori città, ho consumato le suole delle mie scarpette facendo avanti e indietro tra Montmartre e il quartiere latino…sono una sostenitrice della bellezza del camminare (e perdersi) per boulevards e impasse di questa meravigliosa città!

cicliviandantiNon è così immensa, non è così incasinata e il suo fascino si estende oltre il confine di visibilità della torre! Il frastuono è musica e gli odori rimescolano le sue culture…

 

Verso Sarajevo

I post su Sarajevo sono dedicati ad un cicloviandante incontrato qualche sera fa e che sta meditando una fuga primaverile in questa bellissima città. Sarajevo è una delle città dove andrei a vivere qualche mese. I tre giorni trascorsi non mi sono bastati, così come questi articolini non potranno trasmettere quanta vita e atmosfere abbiamo trovato nella piccola capitale bosniaca. Una città che merita le sette ore di bus che abbiamo fatto, senza colazione né caffè, per raggiungerla.

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Verso Sarajevo..vista in viaggio

Il paesaggio attraversato per giungere alle sue porte, a bordo di un bus preso al volo a Spalato, mi ha fatto capire che in bici ci sarebbe voluta una settimana di lentezza. Il problema è che in bici ci sarebbero volute anche esperienza e conoscenza, oltre che gambe esperte; quindi le due ruote le abbiamo lasciate nei bagni di un negozio vicino alla stazione. Forse oggi ci proverei…ma allora ero piccola e pavida!

L’avventura è iniziata un po’ruvida: al deposito bagagli della stazione, nonostante le promesse della sera prima, la mattina della partenza ci hanno detto “NO BICICLO!” e chiuso letteralmente la tendina dello sportello in faccia!

Fortunatamente, mentre io supplicavo l’autista del bus di non partire senza di noi e lui mi rispondeva acido ripetendomi l’orario di partenza, il mio compagno di viaggio è riuscito a trovare questo negoziante gentile che ci ha offerto un angolino! Alla faccia dell’autista (fisionomia che ricordo nei minimi dettagli..snort!), con somma soddisfazione abbiamo fatto in tempo!

Nemmeno a dirlo, il mio autista preferito decide di spennarci qualche eurino per trasportare il bagaglio! A nulla sono valse le mie proteste: il bagaglio non è compreso nel prezzo del biglietto ed è vietatissimo tenerlo sotto il sedile…potevo sempre scendere. La giornata sembrava partire col piede sbagliato: tra l’autista acidone e la tiger del deposito bagagli ero già sfinita!

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Baščaršija- Sarajevo

Sarajevo però mi ha fatto dimenticare ogni disavventura di percorso e si è rivelata una delle città più aperte e dense che abbiamo visitato. Arrivare è stato intenso, l’occhio non poteva non cadere sui tanti palazzi segnati dalla guerra, ma la città non è affatto un museo di ricordi sanguinosi. Certo, si impara tanto sulla storia recente che è presente ogni strada e non può essere ignorata. Si impara tanto altro però, soprattutto quanta energia hanno le persone e quanta voglia di bellezza e semplicità ha lasciato la storia appena trascorsa.

Sarajevo è tanto presente. Il presente di giovani che hanno vitalità ed entusiasmo, e li riversano nelle piazze, nei festival, nell’arte e nella vita quotidiana.