Paris Bouge. è tempo di muoversi: Promenade Plantée

Se state progettando una visita a Parigi in primavera, questa è una piccola chicca che spero aggiungiate al vostro plan. Tra le tante passeggiate che possiamo inventarci a Paris, se vogliamo consumare le suole delle scarpe e vogliamo far sgonfiare i piedini dopo le code ai musei, c’è la splendida Promenade Plantée!

wpid-img_20140611_154227.jpgSi tratta di un percorso di circa 4,5 km che inizia dietro all’Opera Bastille e finisce nel mezzo del Bois de Vincennes. La prima parte della passeggiata offre una bella vista sulla città, è infatti sopraelevato e segue una vecchia via ferroviaria. Nella parte inferiore, per i curiosi, sono stati allestiti degli atelier di arti e mestrieri, il Viaduc des Arts;  in quella superiore si può invece curiosare tra le numerose piante esotiche e non che fioriscono con i primi raggi di sole.

Il percorso continua fino ad un tunnel umido che introduce in un bosco cittadino incastonato tra i palazzi. Un momento di passaggio dall’altezza alla profondità. L’atmosfera è intensa: si accede ad un mondo lento, verde, odoroso di terra. La città sembra alle spalle e solo guardando verso l’alto ci si accorge invece che si è stati inghiottiti nelle sue cavità.

Verso la fine si riemerge e lentamente si riaprono gli spazi: siamo alle porte del Bois de Vincennes, è giunto il momento di perdersi!

Per trovarla: stazione metro Bastille (linee 1, 5 e 8). Dall’Opera Garnier, prendete Avenue Daumesnil e dopo qualche decina di metri vedrete gli atelier del Viaduc des Arts. Scegliete voi uno dei punti di accesso per salire: buon cammino!

 

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Correre lungo il canale dell’Ourcq

Questo post è rivolto soprattutto a chi, anche in vacanza, vuole andare a correre. A Paris non si fa solo la maratona una volta all’anno e i francesi si mettono una bella tutina calda e riempiono marciapiedi e giardini al passo di Fidippide.

Nonostante io sia poco costante e non mi sia mai veramente applicata in questa attività in modo continuativo, mi si è posto più di una volta il problema del luogo migliore per correre in questa città.

La prima volta ho fatto un giro di Montmartre e non ero certo sola! L’esperienza però non mi ha dato grande soddisfazione. Intanto se non volete trovarvi a fare la gincana tra i turisti, vi conviene mantenervi nel lato oscuro del quartiere, nei dintorni di rue Clignacourt. L’allenamento è assicurato, la Butte vi costringerà a salite e scalinate…

IMG-20140613-WA0000Dopo aver tentato altri girelli poco fruttuosi ho scoperto il posto perfetto: il canale dell’Ourcq. Vi assicuro che il più noto canale Saint Matin non si presta allo scopo e non può dare le stesse soddisfazioni!

Potete prenderlo nei dintorni della metro Jaures (linea 2), seguendo verso la Villette. Passerete vicino ad un piccolo porticciolo che è stata una strana sorpresa e potrete proseguire a piacimento passando per il parco. Da quel punto in poi non avrete automobili, traffico e potrete godervi un po’ di fatica in pace!

La durata del percorso è a vostro piacimento: volendo una maratona si può fare davvero. La strada, infatti, prosegue per 45 km verso la campagna. Io mi sono accontentata di arrivare a Bobigny, limitandomi a 4,5 km di bella scoperta.

Si tratta di un percorso che rimane comunque “cittadino” ma offre la vista del passaggio dalla metropoli alle cittadine limitrofe, alternando zone residenziali a vecchi complessi decadenti e riempiti dai giovani streetarters. Il canale rende tutto più suggestivo e durante il percorso non vi sentirete soli!

Nessuno poi vi obbliga a correre…una passaggiata in un giorno di sole sarà rilassante e piacevole.

Creta in bici. Cosa portare? Abbigliamento

IMG_20140926_141755-1L’abbigliamento tecnico per la bicicletta offre una vastissima gamma di scelta per tutte le ciclo-manie, come credo ben sappiate. Qui mi manterrò su consigli essenziali, dati da una persona che non ama i tessuti tecnici e dove può ne fa a meno. Odio sudare nella plastica!!!Devo però riconoscere che senza i pantaloncini col fondello il viaggio sarebbe impossibile! Quindi quelli li ho portati: corti, neri, sobrissimi e senza scritte.
L’impermeabile specifico da indossare pedalando è un capo molto pratico, che costa poco e val la pena di prendere. È solo tagliato sotto in modo da non intralciare la pedalata, altrimenti è come un normale k-way in plastica.

 
Per il resto, di specifico per la biciletta, oltre al casco non avevo altro! Quanto al casco…è d’obbligo! Se non lo prendete prima della partenza vi assicuro che finirete con il comprarlo alla prima tappa, cercando disperatamente un negozio che non vi spenni! Questo è quello che abbiamo combinato noi al nostro primo viaggio. Se anche non lo avrete in testa 24/24h, vi tornerà utile. Io lo uso anche per proteggermi dal sole, con sotto la bandana che mi copre fino agli occhi…ok, questo non è l’uso più sicuro che potete farne!!IMG_20140913_122833-1

 
Il cicloavventuroso al mio fianco, invece, è un appassionato di sudate in materiali dai nomi improponibili; infatti aveva anche un bel paio di pantaloni larghi con tasconi e fondello staccabile con cui assicura di essersi trovato benissimo! Non vi nascondo che dava meno nell’occhio di me con quel pannolone in evidenza…

 
Un paio di pantaloni lunghi a cui staccare il sotto erano l’altro capo “tecnico” che trovo utile in viaggio. Soprattutto perché di solito hanno delle belle tascone dove tenere l’essenziale a prova di rapina: dovrebbero proprio lasciarvi in mutande! Non troppo stretti quindi, se non volete che la vostra carta d’identità ne esca scolorita dal sudore.

 
I guantini da bici: nessuno ci rinuncia tranne me. Quindi consiglio di portarli e se poi non vi sentite proprio bene ad affondarci le mani, abbandonateli! È vero, le mani un po’ si induriscono e si spellacchiano, ma fa parte dei sacrifici del viaggio. Se mai doveste finire per terra, sono comunque una buona protezione per le mani.

 
Gli altri capi d’abbigliamento sono gli stessi che uso per viaggiare a piedi: giacca a vento compatta e leggera, due magliette a maniche corte in cotone, una a manica lunga, pantaloncini corti, il pile, mutande e reggiseni in ridottissima quantità da lavare di continuo ed è fatta!
IMG_20140928_180942Le mie scarpe da pedalata erano dei sandali da trekking leggeri e comodissimi. Li ho usati per camminare, pedalare, fare la doccia, passeggiate lungo la spiaggia. Direi irrinunciabili! Un paio di scarpe leggerissime e impermeabili da mettere per camminare e se piove. Le mie scarpe chiuse non erano impermeabili e ho finito la vacanza con i sandali e i calzetti, che a quel punto erano meglio dell’acquiccio che si formava nelle mie scarpette di tela!!! Certo, l’outfit era da pefetto anziano viaggiatore e sono stata guardata con soddisfazione da qualche vecchio compagno di pret-à-porter!
La mia metà aveva invece delle scarpe da trekking leggero, basse alla caviglia, che usava per pedalare e i sandali li teneva per i passeggio. A voi la scelta, ma portatevi un capo fresco e uno utile anche se piovesse!

Creta a piedi. Cosa portare? Abbigliamento

DSCN0692Pensiamo ora a cosa portarci se abbiamo intenzione percorrere gran parte dell’isola a piedi, magari con qualche incontro-autostop risposante. Dobbiamo avere un equipaggiamento con l’ovvia e principale caratteristica della leggerezza! Questo non deve però limitarci nel quotidiano: tutto quello che serve deve essere con noi, sulle nostre forti spalle, pronto ad ogni evenienza. Se siete degli esperti trekkingosi salterete sicuramente la parte abbigliamento, ne avete da vendermi! Se siete esperti viaggio-camminatori avete il vostro kit sperimentato ma sarete curiosi…

 
Il primo step è pensare allo zaino. Questa è una delle spese da mettere in conto prima di partire: dieci ore zaino in spalla sono faticose anche per un culturista, quindi abbiate cura della buona qualità di quello che scegliete. Non puntate al risparmio, se saprete fare un buon acquisto vi sarà utile anche per i vostri viaggi successivi e finirà per sostituire la vostra valigia a rotelle nei week-end nelle capitali europee! Io mi sono affidata ai consigli del mio compagno prima di partire per il cammino di Santiago, non che fosse esperto di viaggi ma è appassionato di accessori e attrezzature da viaggio e campeggio. Insomma, le informazioni di questo post le devo a lui!

Io ho optato per un 35 litri, da donna, di un’ottima marca. L’ho trovato in sconto a 85 euro ed è stata la mia salvezza. Resistente ai miei lanci a terra ad ogni pausa, areato sulla schiena, ben suddiviso e con elastici regolabili per adattarsi al corpo. La suddivisione è importante: tasca superiore e accesso inferiore, due grandi vani laterali, una tasca interna impermeabile. Questo permette di prendere quello che serve al momento senza estrarre ogni volta il contenuto. Per esempio, io metto in basso la giacca da pioggia e la cover dello zaino, in modo che dall’accesso inferiore sia facile da recuperare quando inizia un acquazzone.

 
foto spagna 083Il secondo punto importante sono le scarpe e i calzetti. Stiamo parlano del sostegno di tutto il vostro peso per giorni: i piedi devono essere comodi e protetti, senza morire di caldo. La scelta dipende anche dal tipo di percorso e in questo caso sarà misto: asfalto, sentiero, alle volte forse anche un po’ di roccia rosso creta. Quindi vi serve una scarpa alta sopra il malleolo, che protegga anche la caviglia, ma non eccessivamente rigida altrimenti soffrirete sulle strade asfaltate. Io avevo un paio di trekkers per bambino, ho un numero piccolo, che sono state perfette ma ho consumato velocemente. Oggi uso un modello da donna, più resistente ma altrettanto morbido e protettivo. Si tratta di un altro buon prodotto, che in saldo vi costerà come lo zaino. Se sapete già cosa volete, soprattutto le avete già provate, potete fare comprarle online. I calzini dovranno essere specifici, con i rinforzi e non troppo alti. Io ne avevo tre paia, due media lunghezza e uno alto più pesante, per il freddo dei monti. Si tratta di un altro prodotto da curare, aiuta a prevenire le vesciche che potrebbero rallentare il cammino!! La cosa più importante è comprare scarpe e pedalini almeno un mese prima e indossarli spessissimo: devono prendere la forma del piede. È possibile avere qualche piccolo fastidio i primi giorni, non preoccupatevi! Se la scelta è stata buona con l’uso la situazione si sistemerà. È per questo che non devono essere indossate la prima volta in viaggio!
Il resto del mio abbigliamento consiste in:
-due magliette di cotone a manica corta, ogni sera lavo quella usata di giorno;
-una di cotone a manica lunga, per le sere ventose in spiaggia;
-un pile, per le tappe nei monti;
-un pantalone corto e uno lungo trasformabile in corto, così è come fossero tre da lavare spesso;
-due reggiseni e tre mutande…anche qui il sapone di marsiglia si consuma!
-un paio di infradito (sostituite ad oggi da sandali da trekking che uso anche per fare la doccia!);
-giacca a vento da pioggia, leggera ma efficace.
L’essenziale, che distruggerete per il troppo uso, è il costume da bagno!!! Non che non ci siano spiagge solitarie (o preposte) dove potete farne a meno!